Cristina Scabbia a The Voice: una scelta che può far bene al metal. E non solo.

Iniziata come un semplice rumour, è stata confermata infine la presenza di Cristina Scabbia, storica cantante dei nostrani Lacuna Coil, come giudice del talent The Voice of Italy

Questa scelta ha triggerato in modo furioso una buona parte del pubblico metallaro che ha udito la notizia. Ma come, uno dei simboli del metal italiano si abbassa a partecipare a uno squallido talent dove verrà presentata dell’orrida musica commerciale?!

Ciò però che sfugge al metallaro medio è che questa presenza così evidente di Cristina in televisione può influire positivamente sul panorama metal stesso, e sulla cultura musicale dei telespettatori più in generale. Ma andiamo con ordine.

Un palcoscenico gigantesco

Chiariamoci subito: al sottoscritto i talent non piacciono. E forse, anche se Cristina sarà presente, non guarderò The Voice nemmeno questa volta.

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Dai, non guardarmi così. Ho detto “forse”.

Però comprendo perfettamente la visibilità che può dare l’essere presenti in televisione. Nonostante il dilagare di Internet, la televisione è (soprattutto in Italia) il media più seguito in assoluto, ed è per questo che centinaia di aziende investono montagne di denaro nella pubblicità su questo canale. Dimostrazione data anche da un altro fattore: quando i fenomeni del web vengono invitati in televisione, gli ascolti fanno schifo.

Per un’artista come la Scabbia, avere la possibilità di mettere la faccia su un programma che già di suo attirerà seguito è la migliore delle pubblicità per la sua figura e per ciò che fa musicalmente. Così facendo, moltissimi che non la conoscevano andranno ad ascoltare la sua produzione musicale e potrà avere la possibilità di aumentare il numero dei fan che la seguono.
Ma in particolar modo, di svecchiare un po’ il suo seguito.

Vai col liscio

Uno dei problemi principali del metal e del metallaro in genere è la nostalgia: l’ascoltatore medio di questo genere si affeziona moltissimo a grandi album del passato e non accetta nessun tipo di cambiamento. Se non l’invecchiamento dovuto all’età di chi ha creato tali dischi.

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Tranquilla. Non diciamo a nessuno che tra poco hai 46 anni [?!?!]

E questo ha causato non pochi problemi alla scena stessa, anche nel passato: forse nessuno si ricorda che diversi metallari incalliti non consideravano i Pantera come un gruppo degno di far parte al genere (in particolare, dopo l’ultimo album prima dello scioglimento erano caduti per lo più nel dimenticatoio). Gli Slipknot, attualmente citato come uno dei gruppi metal più storici, venivano derisi per lo più dal pubblico per il fatto di essere così tanti sul palco.
Il fatto che sia presente Cristina come giudice è un ottimo modo per far conoscere non solo la sua musica, ma anche quella degli altri gruppi della stessa scena a un pubblico che non vi ha iniziale accesso (soprattutto se parliamo di giovanissimi). E questo permette dunque, grazie all’aumento dell’interesse per il genere da parte di chi gestisce le redini del mondo musicale, di pensare a un possibile investimento sui gruppi metal emergenti che, probabilmente, possono proporre in qualche modo una rivisitazione più fresca e moderna dello stile. Anzichè relegare tutto l’ambito musicale metal solo a gruppi cover, o a formazioni che imitano talmente tanto lo stile di altre del passato da risultare indistinguibili da un gruppo nato negli anni 80.
In altre parole, una versione in pelleborchie di un tipico liscio da balera.

Turnaround… finalmente?

Avere una ventata di freschezza in un mondo così chiuso come quello metal potrebbe giovare ampiamente a tutta la scena musicale, non solo rimanendo all’interno dell’ambito. Contaminazioni di tutti i tipi, nel corso della storia, hanno dato origine a soluzioni artisticamente eccellenti che perdurano tutt’ora come elementi cardine dell’evoluzione artistica musicale.
Avvicinare questo mondo a chi non lo comprende può portare quindi a non relegarlo più in un angolo, ghettizzando gli ascoltatori o i musicisti che decidono di abbracciarlo come forma di espressione. E’ di poco tempo fa la notizia che i Metallica sono stati insigniti di un premio (chiamato un po’ esageratamente il nobel della musica da diverse testate giornalistiche) in quanto riconosciuti padri artistici di un genere finora sempre evitato dalla maggior parte dei non “addetti ai lavori”.

Credo sia giunta l’ora, nel 2018, di considerare la musica come un’arte che può essere espressa in qualunque genere si decida di proporla. E quindi rendere accessibile ogni sua parte, dalla classica, al jazz, alla techno, al metal, al rock, e a chi più ne ha più ne metta, non può che portare a un vero cambio di rotta di alcuni generi che rimangono ancorati ai propri cliché ormai da troppo tempo.

Questa vicenda è dunque un esempio di come non tutti i “tradimenti” vengano necessariamente per nuocere.

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Tanto, potresti tradirmi 100 volte e riuscirei sempre a perdonarti. Mannaggia a te, Cristina.

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