Donne alla chitarra: perché sono così poche.

E’ ormai risaputo che il chitarrista ha un certo fascino nei confronti del sesso femminile. E’ stato perfino dimostrato in uno studio che la figura del menestrello è più attraente dell’uomo palestrato. Il carattere maschile della chitarra, soprattutto quella elettrica, sembra essere ormai marchiato a fuoco nella reputazione di questo strumento.

Strano però che questo accada. Non stiamo parlando di un connotato fisico, come la barba, e quindi di un qualcosa che viene regolato dalla natura stessa, ma di un semplice strumento musicale. Chiunque potrebbe imparare a suonarlo, a prescindere dall’appartenere a uno dei due sessi.
Se poi diamo uno sguardo ai principali esponenti della chitarra nel mondo, è innegabile la presenza dominante degli uomini in questa cerchia di persone.

Ma a cosa si deve questa disparità? C’è qualche motivazione sociale, oppure le donne con la chitarra sono scarse per principio?

Le radici della questione

Giuro che mentre scrivevo l’ultima frase, la parte birichina di me stava pensando di dirottare l’articolo verso una spiegazione del perché le donne siano negate con la chitarra. Sarebbe stato un vero spasso leggere i commenti di odio nei miei confronti da parte dell’intero popolo del web.

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E questa sarebbe stata la via di casa mia.

Rimanendo seri, non c’è motivo di pensare che le donne siano scarse per natura.
Ciò che manca principalmente sono dei punti di riferimento a cui ambire.

La chitarra è uno strumento che nella musica moderna si è iniziata a sviluppare circa centotrenta anni fa. Considerando che nel mondo le differenze di genere sono tuttora presenti, a sfavore delle donne (in ambito lavorativo, ma anche in diversi ambiti socio-culturali), non dobbiamo stupirci se nel momento in cui i grandi musicisti si dedicavano a scrivere le pagine della storia della musica, le appartenenti al gentil sesso non avessero la capacità sociale di poter intraprendere uno studio simile a loro volta.

Questo ha avuto un effetto a catena nel corso dei decenni, che perdura tutt’oggi. Ognuno di noi ha bisogno di modelli di riferimento per avere ispirazione e impostare i propri traguardi nella vita. Se già nel momento in cui i primi pionieri dello strumento le donne non potevano essere in grado di affermarsi, va da se che nel corso degli anni questi modelli a cui puntare saranno sicuramente inferiori rispetto a quelli maschili.
Ulteriore conferma a questa affermazione possiamo averla dal fatto che, se osserviamo i nomi delle chitarriste che vengono citate come delle fuoriclasse, ricadiamo sempre nei soliti cinque/sei nomi, mentre di guitar hero uomini ce ne sono a bizzeffe.

[N.B.: nel cercare immagini sul web per questo articolo, ho volutamente omesso di inserire foto di ragazze con la chitarra in pose sexy. Sarebbe stato fin troppo facile, visto che con una rapida ricerca su Google, si trovano più modelle con la chitarra che non chitarriste… ]

Suoni da schifo… però sei carina!

Questa carenza di punti di riferimento validi causa un enorme problema anche ai giorni nostri, perché siamo vittime di uno strascico culturale difficile da rimuovere.
Ragioniamo in senso inverso: come è visto generalmente, ai giorni nostri un uomo che stiracucina, fa le pulizie e si prende cura dei bambini?

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Sicuramente sta nascondendo sotto i pantaloni una vagina

Nonostante si stiano facendo enormi passi avanti, a livello culturale, riguardo al fatto che uomini donne possono entrambi svolgere le stesse mansioni, l’opinione pubblica è ancora generalmente convinta che alcuni compiti sono per gli uomini, e altri per le donne.
Questa convinzione genera nella mente dell’osservatore un sorta di barriera: un uomo che stira non può essere preso sul serio, perché sarà in grado di svolgere bene il suo compito. Quindi ci fa tenerezza, lo consideriamo magari sensibilecarino, ma non competente.

Lo stesso si riflette sulle chitarriste donne. Date uno sguardo su Youtube. Quando un uomo pubblica un video in cui suona, viene criticato dagli utenti (in modo costruttivo e non). Ciò spinge il musicista al miglioramento e al confronto. I chitarristi di maggior risalto sulla piattaforma video più famosa del mondo sono a tutti gli effetti i più bravi.

Discorso diverso per le donne: dribblando i commenti in stile “sposami” oppure “ho messo in pausa il mio porno preferito per guardarti”, in generale i commenti sono sempre positivi, a prescindere dal livello di abilità della musicista. Ciò trasforma la possibilità di ottenere critiche in un semplice bukkake di adulazione, inutile alla maturità artistica. Un uomo musicista mediocre ottiene mediamente moltissime visualizzazioni in meno rispetto a una bella donna con la stessa abilità strumentale.

Di fronte a uno scenario qualitativamente scadente come quello descritto, è palese che una persona preferisca raggiungere il consenso del pubblico per l’estetica piuttosto che perdere migliaia di ore di tempo per diventare una miglior musicista. Il controsenso assurdo della faccenda è che, di norma, gli uomini che ascoltano musica rock bollano i musicisti pop come dei bellocci senza alcuna capacità artistica, ritrovandosi poi a rimpinzare le visualizzazioni di una ragazza carina che suona una pentatonica in modo mediocre, sbavando come dei terranova. Coerenza, questa sconosciuta.

Marketing… perché no?

Francamente, spero con tutto il cuore che ci sia un’affluenza maggiore sulla chitarra da parte delle donne negli anni che verranno. Siamo nel 2018. Direi che sarebbe anche il tempo di riuscire a superare questi limiti sociali che relegano a maschi o femmine alcune arti o alcuni mestieri.

Mi piacerebbe che qualche grande industria nell’ambito musicale prendesse la palla al balzo e creasse una campagna pubblicitaria incredibilmente aggressiva per invogliare le donne allo studio chitarristico. Magari con una linea di chitarre pensata espressamente per loro, o dai connotati femminili. Pensateci un po’: i chitarristi spendono migliaia di euro per strumentazione e gadget, un po’ come le donne lo fanno per trucchivestiti. Delineando una strategia di marketing lungo termine, un azienda potrebbe essere la pioniera di un modo diverso di vedere la chitarra, più femminile. Onestamente non so quali svolte ci potrebbero essere in tal senso. Però sarei curioso di vedere cosa si può inventare una marca famosa di chitarre per attirare l’attenzione delle donne.

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Magari con soluzioni eleganti e intelligenti, non con scelte discutibili.

Credo che, insieme a tanti altri aspetti della vita quotidiana, potrebbe essere un buon modo di superare certi limiti mentali che ci vengono imposti ormai da decenni (se non da secoli). La valorizzazione dell’individuo a prescindere dal suo sesso è un obiettivo che ai giorni nostri andrebbe inseguito con tutto il nostro impegno.

Trovo che, allo stesso modo in cui le donne sono sottoposte quotidianamente ad alcuni cliché, il fatto di essere uomo e di saper badare a una casa in maniera completa sia un valore aggiunto alla persona, e non un motivo di scherno o di minor virilità. Il volere una donna al proprio fianco come compagna anziché desiderare un sostituto in età adulta della propria mamma dovrebbe essere ciò che contraddistingue ogni uomo che si voglia chiamare tale.
Allo stesso modo, una donna dovrebbe essere considerata per ciò che è in senso assoluto, e non solamente per il fatto di essere donna. E’ questo l’unico modo che abbiamo di uscire dagli stereotipi e di poter sperare nella vera parità tra i sessi.

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E visto che non ho messo nemmeno una foto di una donna chitarrista, beccatevi Samantha Fish. Anzi, ascoltatela, assolutamente!!!

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10 comments

  1. Le solite, stupide, motivazioni. Sarai anche mosso da un “nobile” scopo, ma, come tutti quelli che si occupano di questioni di genere (perché in tal modo l’hai impostata), non hai centrato il punto. Visto che citi i Guitar Heroes, il campo è prevalentemente l’Heavy Metal quindi, il discorso è ancora più semplice e tutt’altro che sessosta ed è facilmente individuabile nello scarso interesse delle femminucce verso certi generi, sonorità e abilità tecniche. Quest’ultimo aspetto è rilevante, perché più un gruppo è tecnico, prolisso (ad esempio Dream Theater, Symphony X, Shadow Gallery, Fates Warning e tanti altri, senza citare la pletora di Guitar Heroes), meno catchy in poche parole, minori, moooolto minori, sarnno le presenze femminili; più il gruppo è “fregnone” (Poison, Ratt, Bon Jovi et caetera), maggiori saranno le femminucce. Altro che divieti per le donne.
    P.s. le prime a schifare la musica davvero suonata sono proprio le donne, al grido di “Che schifo, non è nemmeno ballabile! Fate pena!”, cosa che determina appunto un bassissimo numero di ragazze già fra il pubblico, perché dovrebbero poi essere numerose sul palco? Torno a ripetere, altro che divieti per le donne.
    P.p.s. a giudicare i musicisti (ma anche attori, sportivi et caetera) dall’aspetto fisico sono soprattutto le donne; succede in ambito Metal, è prassi nel pop ed altri generucci.
    P.p.p.s. se ti vuoi veramente fare un’idea di come vengono determinate le scelte di uomini e donne, cercati su YouTube “The indipendent man – the Norvegian paradox”, è illuminante, spiega bene che i condizionamenti sociali e culturali influiscono in MINIMA parte.

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    1. Ciao e grazie del commento! Onestamente non condivido il tuo pensiero e non credo che le mie motivazioni siano stupide, come nemmeno lo sono le tue, se motivate 🙂
      Da questo tuo commento sembra che le donne non siano in grado di apprezzare la musica che non sia immediata e catchy, e dai toni sembra che questo aspetto quasi ti disgusti. Io non la vedo assolutamente in questi termini, credo che la sensibilità musicale non abbia sesso. Onestamente , credo che la presenza o meno di ragazze che ascoltano un determinato genere musicale sia stata sdoganata almeno 10-15 anni fa, ma parlo più per esperienza personale che per un effettivo studio statistico. Il parallellismo che hai fatto dei gruppi ascoltati più o meno dalle ragazze, poi, non riflette l’effettiva mancanza di chitarriste: ci sono ottimi chitarristi anche nei gruppi che consideri più seguiti dalle donne da te citati, eppure sembrerebbe che questo non basti. Proprio perché, a mio parere, la questione ha radici ben più remote degli anni 80.
      Ora purtroppo non ho il tempo di vedere il video che mi hai consigliato, ma mi riprometto di darci comunque un’occhiata! 🙂

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  2. Dire che alle donne non piaccia il rock è quantomeno falso,niente di più!Io ai concerti rock ci andavo,quando il prezzo del biglietto era per comuni mortali,e di ragazze che ne sapessero ne ho sempre viste tante! Nei gruppi Facebook in cui sono iscritto ci sono tantissime donne preparate che nulla hanno a che vedere col “non è ballabile” ed è molto più facile leggere commenti di ragazze giovani che l’epoca d’ora del rock non l’hanno vissuta,che dei loro coetanei maschi,sempre più fancazzisti! Il discorso di Stefano non fa una piega.Banale e scontato?Forse…ma vero!

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  3. Bhe, ragazzi, basta guardarsi intorno quando si va ad un concerto, soprattutto Metal, il pubblico femminile è decisamente inferiore rispetto a quello maschile e nessuno impedisce loro di entrare.
    Ho scritto che alle donne non piace il Rock e che le rockettare/metallaro non esistono!? Potreste gentilmente indicarmi il punto preciso in cui l’ho scritto!

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    1. Hai ragione, chiedo venia! Ho voluto iperbolizzare il tuo commento in modo ironico, ma poteva lasciare spazio a un fraintendimento 🙂 è che sono rimasto in linea con lo stile molto diretto e convinto del tuo commento precedente 😀
      Da come scrivi in precedenza sembra che tu abbia qualche risentimento nei confronti delle donne in ambito culturale/musicale. In particolare, sembra che tu costruisca una distinzione tra un determinato tipo di musica (che chiamerò per comodità “musica colta”, che tu definisci la “musica suonata davvero”) più, se vogliamo dirla così, “complicata”, e invece il panorama più pop, che non sembri gradire e che invece dal tuo punto di vista è più ascoltato dalle donne. Ora, dal mio punto di vista, ciò non mi sembra così realistico e parlo chiaramente guardandomi attorno ai concerti che ho visto (c’è un mio articolo a riguardo di un confronto tra Lady Gaga e i Metallica dove ne elenco alcuni, eventualmente leggilo così puoi avere un mio “curriculum vitae” in merito ai lives che ho visto in vita mia), quindi basandomi non su statistica ma su esperienza personale, come del resto fai tu. Quindi né io né tu abbiamo per ora dati alla mano che possano sostenere questa nostra ipotesi 🙂
      Potrebbe essere in funzione dell’età media delle persone che frequenti, non conoscendoti non ho assolutamente idea della tua fascia d’età!
      Rimane però la mia considerazione in merito al principio di emulazione. Noi esseri umani abbiamo, volenti o nolenti, bisogno di punti di riferimento a cui mirare per delineare i nostri obiettivi. La musica non fa eccezione, parlando sia a livello compositivo (è bello vedere nella storia come nessuno abbia inventato nulla ma tutti abbiano modellato qualcosa che esisteva già!) sia a livello di immagine. Noi tutti abbiamo in mente un immagine estetica a cui assomigliare o a cui NON vogliamo assolutamente assomigliare, magari inconsciamente. Di conseguenza, meno chitarriste donne in partenza, meno chitarriste donne oggi. In lento miglioramento eh, però spero di vedere un 50/50 entro qualche decade 😀

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  4. Il fatto è che, come accade anche per il fumetto ed illustrazione, che queste ragazze possano sentirsi svilite proprio per il solo apprezzamento fisico che per lo sforzo e talento. Io di ragazze che dopo certi commenti positivi (ma rivolti perlopiù all’attrattiva con secondi fini) andassero a spendersi make-up e altro per rifinirsi meglio l’aspetto mai visto niente del genere, mentre ho visto invece (come sentirei pure io) dolore interiore da parte di (esempio analogo) fumettiste che provando a disegnare davanti a delle cam, vedevano solo interesse sessuale o poco interessato comunque al loro estro artistico.

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    1. Ciao e grazie della lettura e degli interventi 🙂
      Dipende in ogni caso da cosa cerca la persona in questione, se apprezzamento per il proprio lavoro oppure semplicemente le “views”. Chiaramente anche io sono del tuo parere, ci mancherebbe, ma è comprensibile che per qualcuno la notorietà (sebbene relegata solamente al web) fa gola e quindi potrebbe “virare” la propria attenzione più sull’ottenimento di tale obiettivo che sul miglioramento del contenuto proposto.

      Ovviamente non sto giudicando tali scelte o tali comportamenti, ma semplicemente esprimendo una situazione che esiste. Chiaro che se poi si deve analizzare invece il valore artistico o tecnico di un performer, si deve dare ben altro che un bel visino o un bel corpo 🙂

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      1. Non è il fatto di dare, ma di ricevere quel che si vuole… Io ho fatto esempio di questo perché vedevo la mancanza di quel tipo di artiste appunto che al sentirsi ricevere complimenti sull’aspetto anche quando disegnano o creano qualcosa di artistico stanno emotivamente male, hanno come un malessere che va sull’abbassarle l’autostima che ad aumentarla

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